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venerd́ 8 agosto 2008
Comune di Grancona

























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I Mulini di Grancona
 

ruota del mulino - clicca per ingrandireCon lo sviluppo dell'agricoltura, dovuta alle bonifiche del territorio, aumentò la produzione di cereali e di conseguenza la presenza di mulini, necessari per la loro lavorazione.
Data la presenza di torrenti, questi mulini funzionavano grazie alla forza dell'acqua.

Il diritto di utilizzare l'acqua per far funzionare i mulini apparteneva prima al vescovo e poi alla Repubblica di Venezia; per questo i mugnai dovevano presentare una supplica per ottenere il permesso di svolgere la propria attività.

Alla fine del '700 nella Val Liona erano presenti ben 18 mulini.
Grazie ai ai mulini lavoravano anche carrettieri, fabbri, maniscalchi e falegnami.

Nelle zone collinari, attraverso canalette in legno, l'acqua era portata sulla ruota, e fatta cadere nelle casette poste nella corona.
Il peso dell'acqua imprimeva il moto alla ruota e di qui a tutta la macin.
Nelle zone pianeggianti, invece, la ruota aveva delle pale curve, che venivano spinte dal basso grazie alla corrente del fiume.
ruota del mulino dalla grana - clicca per ingrandire
A Pederiva di Grancona funzionano ancora oggi il mulino Piombino e il mulino Dugo, uno basato sulla tecnica a spinta, l'altro su quella a peso.
Il mulino Dugo risale al 1410 ed è stato restaurato l'ultima volta nel 1999.
A partire dalla fine dell'800 le parti in legno più soggette ad usura furono sostituite dal ferro.
A partire dalla seconda metà del '900 con l'avvento dei motori elettrici cessò l'utilizzo dell'acqua per far funzionare i mulini.